Soundiders

La storia di Dido si identifica con il passaggio di Hale-Bopp nel 1997. Una grande cometa luminosa che rimane visibile per 18 mesi, un galeone nel cielo, una possibilità di aprire tutti i canali dell’immaginazione e lasciargli prendere piede fino a governare segmenti di realtà prima inaccessibili e remoti. L’identità musicale della Valle del Savio da quel momento in poi era svelata e, nello stesso tempo, già definita. Brillava della luce che veniva dai suoni e dalla gente del passato, stella luminosa nel presente e fiamma ardente del futuro.

Le canzoni di Dido, registrazioni su cassetta lasciate come mappa del tesoro, non potevano essere riassunte da un solo genere musicale, non potevano venir espresse da una sola band e non potevano seguire una sola direzione senza sbandare, derapare e poi accelerare.

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Per questo più di 70 musicisti e artisti del contesto culturale odierno che ruota nell’Alta Valle hanno registrato il disco, portando tutto il loro bagaglio e la loro storia: un vero e proprio melting pot ha abitato la casa di SounDido, la Sala-Prove/studio di registrazione dove Viva! è stato “mescolato”.

Un incrocio di questo genere non può non chiamarsi “World Music” o una sua diversa e personale declinazione. Dai Bar preferiti di Tom Waits ai tamburi africani, dalle suggestioni di un pianoforte a muro alle sale da thè di un quartiere impenetrabile di Marsiglia, dal cinema di Jarmush alla musica di ricerca, da un viaggio a San Francisco solo andata alle verdure dell’orto, dai Leoni che si svegliano al richiamo di un bouzouki, dalla forza di una canzone d’amore cantata in italiano fino ad una chitarra delta blues, c’è dentro tutto. Tutto quello che scende dal fiume Savio.

La direzione artistica della band è armonizzata da Massi Amadori (OPEZ).

Hanno registrato e si alterneranno nella Soundiders all-star band membri di Mazapegúl, Saluti da Saturno, Jang Senato, Frei, Lennon Kelly, Supermarket, Post-Kitsch, Mariposa, Extra-liscio e molti altri ancora.